Lo scorso weekend ho avuto i miei
abbracci. Nulla di romantico, lo so. Sono stata a casa dal venerdì alla
domenica per aiutarlo con dei lavori e la prima notte abbiamo dormito
abbracciati. So che per lui non ha alcun significato e vorrei tanto non ne
avesse nemmeno per me. Per il resto i nostri rapporti sono stati solo di natura
amichevole. Lo dimostrano i tanto odiati (dalla sottoscritta) baci sulla fronte
quando doveva uscire a prendere qualcosa o quando mi ha salutata domenica sera.
Non mi aspettavo di tornare al clima rilassato di dicembre, sia chiaro, ma mi
sono sentita molto sola pur essendo tra le sue braccia. Come se non bastasse ho
scoperto la presenza di nuove donne nella sua vita e la cosa mi ha ferito
molto. Mi ha già detto che il prossimo weekend sarà impegnato, una cena venerdì
e una domenica. Non dovrei, ma non posso fare altro che chiedermi con quale di
queste donne si vedrà. Una l’ha conosciuta proprio nei giorni in cui pensavamo
concretamente di riprovarci. Questa cosa mi ha ferito moltissimo. Ovviamente
non gli ho detto nulla, lui non sa che io so. Va bene così, è una lezione per
me. Devo davvero imparare a prendere le distanze.
Il libro che sto finendo di
leggere sostiene che dovrei completamente distaccarmi da ciò che gli accade.
Smetterla di chiedergli come vanno le sue giornate. Di incoraggiarlo quando mi
scrive orgoglioso per un risultato ottenuto. Non so se mi riuscirà, è un
atteggiamento che tendo ad avere anche con i miei amici, mi piace essere
partecipe delle loro giornate e fargli sapere che sono orgogliosa di loro.
Secondo il libro è un modo per controllare una persona. Domani voglio
approfondire questo aspetto con la psicologa.
Lunedì ho ricevuto una proposta di lavoro per uno studio di commercialisti. Non stavo cercando, qualcuno gli ha proposto il mio nominativo perché il mio curriculum era pertinente alle loro ricerche. Per curiosità sono andata al colloquio. Mi hanno offerto subito un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Sono stati sicuramente meno generosi con lo stipendio (strano…). Per come stanno andando le cose ora avrei disperatamente bisogno di un contratto a tempo indeterminato. Il mio contratto di affitto è scaduto e sto cercando casa senza alcun successo in quanto nessuno si fida di un contratto di un anno. Mi propongono solo contratti transitori che hanno due difetti principali:
- Tra un anno avrò il medesimo problema
- Non posso spostare la mia residenza, che attualmente risulta ancora a casa di R (che a fasi alterne se ne lamenta/dice che non importa, ma ho letto dei messaggi del tono “la mia ex non si sbriga a spostare la residenza, che palle”, come se non gli avessi spiegato che mi è legalmente impossibile)
Sono andata subito nel panico.
Panico assoluto. Ho pensato che si, odio il mio lavoro, ma non sono nella
condizione mentale giusta per capire se lo odio davvero o è la depressione a
farmi odiare qualsiasi cosa. E sono stanca di prendere decisioni affrettate per
colpa della depressione o dell’ansia. Ho scritto a R che mi ha consigliato di
parlarne con sua madre. In effetti è l’unica adulta (ok, ho 40 anni e la
persona adulta dovrei essere io… ma crescendo non passa la necessità di chiedere
consiglio a qualcuno di una generazione prima della nostra!). È riuscita a
calmarmi e ad aiutarmi ad impostare un discorso da fare ai miei attuali capi
spiegandogli che non stavo cercando ma che questa occasione è arrivata in un
momento di assoluta necessità. Che con loro sto bene e quindi mi chiedevo se
non ci fosse la possibilità, seppur siano passati solo 3 mesi dalla mia
assunzione, che anche loro mi offrissero questo contratto e mi permettessero di
rimanere a lavorare con loro. Ieri mattina quindi sono arrivata in ufficio una
mezz’oretta prima per cercare di beccare il mio capo prima che iniziasse a stipulare.
Purtroppo era già occupato e ho dovuto attendere fino alle 11 passate per
poterci parlare. Ovviamente l’ansia mi ha accompagnata tutto il tempo. Ho
tenuto d’occhio l’agenda e appena mi sono accorta che poteva essere libero sono
tornata alla carica. Inizialmente non mi sembrava entusiasta delle mie parole “Offrire
un contratto a tempo determinato che poi verrà trasformato in indeterminato dopo
2-3 anni per noi è la prassi. Guardi che per non è come se fosse già indeterminato,
tanto più che stiamo ancora ampliando l’organico!”. Gli ho allora fatto
presente che non era assolutamente una questione di fiducia da parte mia, non
mettevo in alcun modo in discussione la loro buona volontà. Purtroppo però alle
agenzie immobiliari non bastava una dichiarazione di intento, volevano una
busta paga con la parolina magica “indeterminato”. Mi ha quindi risposto
che si sarebbe interfacciato con l’altro socio e mi avrebbe dato una risposta.
Sono abbastanza fiera di me per essere andata fino in fondo in questa cosa. Ora
sono in attesa della risposta e dall’altra parte ho l’altro studio che preme per
sapere cosa voglio fare visto che mi vorrebbero da lunedì. A onor del vero più
penso al colloquio e meno mi convince il nuovo posto, ma ormai mi sono esposta
al punto che se dove sono ora non accettassero la mia richiesta dovrei andare
dall’altra parte per non fare la figura di quella che bluffava. E perché ho
veramente bisogno di quel maledetto contratto per trovare una casa!
Quindi, in sintesi, abbiamo una D
molto molto depressa, in uno di quei giorni in cui il respiro è affannoso e
tutto ciò che vorrebbe è una camera buia in cui accoccolarsi in posizione
fetale e piangere. Ma abbiamo anche una bella cosa, piuttosto grande direi, di
mettere nell’elenco di cose di cui andare fiera
"COSE DI CUI ESSERE ORGOGLIOSA OGGI"
Hai avuto il coraggio di
affrontare il tuo capo, presentare una tua necessità e chiedere che venisse
ascoltata
Spero di stare meglio nel corso
della giornata. Ho pazzamente bisogno di un abbraccio di R e cercherò di
pensarci il meno possibile.
LaD
Credimi che non è cosa da poco quello che hai avuto la forza di fare. Pensa che io per paura di passare per schizzinoso ed essere accompagnato alla porta non ho mai avuto il coraggio di provare a parlare di aumenti ...
RispondiEliminaSi, è stata sicuramente una delle mie azioni più coraggiose in campo lavorativo da quando ho iniziato, ormai 20 anni fa. Sono terrorizzata perché non so se otterrò quello che desidero e se mi si ritorcerà contro (sempre super ottimista!!). Stamattina ho incrociato il capo e mi ha detto che mi darà una risposta lunedì, intanto ho cercato di prendere tempo nell'altro ufficio spiegando che qui c'è una scadenza importante (vero tra l'altro) e non voglio lasciarli in difficoltà. Spero attendano!
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