Non scrivo da molto. Una volta si diceva “no
news, good news” ma non so se sia il mio caso.
E’ passato quasi un mese dal mio ultimo post. Ho cambiato nuovamente lavoro.
Sono durata ben 3 giorni in quell’ufficio. Giorni trascorsi completamente in
preda a fortissimi attacchi di panico. Qualcosa dentro di me mi comunicava che
non era il posto giusto. Non riuscivo a respirare, le giornate sembravano non
finire mai e stavo male. Aggiungiamoci il fatto che razionalmente mi rendevo
conto che era il mio cervello a “fare i capricci”, perciò subentravano rabbia e
senso di colpa. Ma io lì proprio non ci volevo stare. Mi è piovuta dal cielo la
proposta di un altro lavoro a tempo indeterminato e l’ho presa al volo. Sono
finita a fare quello da cui stavo cercando di scappare: pratiche societarie.
Non volevo più lavorare in uno studio commercialista per non dovermi più
occupare di SCIA e comunicazioni e sono finita in un’agenzia di disbrigo
pratiche. “Bene ma non benissimo”. Ma ne avevo bisogno e lo farò. La situazione
mentalmente è molto pesante. Vivo nel COSTANTE terrore di perdere il lavoro.
Dopotutto il lavoro da cui sono stata licenziata a ottobre, per il quale non
sono stata ritenuta idonea, non era così diverso da quello che sto facendo ora.
E poco importa se l’ho fatto per 20 anni e lo so fare, la mia testa pensa solo
che mi hanno ritenuta inadeguata già una volta e potrebbe accadere ancora.
E’ davvero molto stressante vivere in questa costante insicurezza. Credo che in
parte, però, sia causa delle letture a cui mi sono dedicata nell’ultimo mese.
Ho cercato di informarmi sul disturbo narcisistico di personalità, di cui
indubbiamente R soffre, per analizzare meglio la situazione. Ho pensato che se
lo avessi razionalmente visto come “il cattivo” della situazione me ne sarei
staccata più facilmente. E invece ho ottenuto solo tanta tristezza. Ho scoperto
l’esistenza del fenomeno del “gaslighting” che consiste nel privare la vittima delle
proprie certezze. Ho realizzato che tanti di quelli che io pensavo fossero
fraintendimenti tra di noi erano in realtà il suo tentativo di minimizzare i
miei problemi, mettere in discussione le mie ertezze, farmi credere che una
determinata cosa non era successa ma l’avevo fraintesa io. Le bugie, le
omissioni. Tutte tecniche, più o meno inconsce, per tenermi ancorata a lui e ai
suoi bisogni. Il “love bombing” seguito dalla scomparsa per settimane intere. E
il suo ritornare, proprio sul filo del rasoio, proprio quando stava per
perdermi. Tutta una bugia. Tre anni di bugie. Sono straziata nell’anima a
sapere che amo così profondamente una persona che probabilmente non mi ha mai
amata e non sarebbe nemmeno capace di farlo. La sera, a letto, ho dei flash dei
nostri momenti felici. E piango come una deficiente. Se finalmente riesco a
prendere sonno mi sveglio poco dopo in preda ad un attacco di panico causato da
costanti incubi che nella maggior parte dei casi riguardano lui. Sono stanca,
non dormo da settimane. Mi stordisco con alcool e xanax ma nemmeno così riesco
a dormire. E inizio ad avere dolori allo stomaco che in un angolino della mia
mente so dipendono dal troppo alcool e dall’alimentazione sbagliata (quasi
assente).
La psicoterapia non aiuta più. Sono arrivata ad un punto di rottura con la mia
psicologa. Le ultime due sedute le abbiamo passate a cercare la mia “bambina
interiore”, nonostante le abbia esplicitamente detto che è una teoria in cui
non ho la minima fiducia. Io non credo che dentro di me ci sia una piccola D.
Penso ci siano i ricordi della mia infanzia, si, ma non “fisicamente” una
piccola bambina in attesa di essere salvata. Lei insiste con gli esercizi di
visualizzazione ma io ne esco frustrata e arrabbiata e mi sembra di sprecare i
pochi soldi che posso permettermi di investire nel tentativo di ritrovare la
mia sanità mentale. Sabato ho un’altra seduta e ho intenzione di dirglielo, se
non ha un “piano alternativo” cercherò un nuovo specialista perché ho bisogno
di fare un passo avanti. Sto davvero troppo male e la voglia di trasformare il
dolore mentale in dolore fisico è sempre più forte e non so quanto potrò
resistere ancora.
Un abbraccio.
Sicuramente il tuo inconscio ti sta giocando un brutto tiro (si, può succedere. Io sono stato demmerda un fine settimana con 1/3 della dose efficace di Lexotan solo perchè il mio inconscio aveva deciso che in quanto farmaco di sintesi dovesse darmi effetti collaterali pesanti).Nel mio caso già il sapere questo mi aiuta a "tenere a bada" questa cosa, anche se non a sradicarla del tutto
RispondiEliminaNon riesco a gestire il mio inconscio ultimamente. Una volta ero brava a tenerlo a bada, ora non riesco. Il che, se possibile, peggiora ulteriormente la mia depressione...
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