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lunedì 7 febbraio 2022

Lunedì 7 febbraio 2022

Prima mattinata di lavoro nel nuovo ufficio e sono già pervasa da una delusione immensa. Si tratta di uno studio molto grosso perciò una delle mie prime domande è stata se mi sarei dovuta anche occupare del centralino oltre che delle pratiche. La loro risposta è stata che la gestione delle chiamate era suddivisa su 4-5 persone quindi mi sarebbe capitato di rispondere forse ad un paio di telefonate al giorno. Io ho un grosso problema con il telefono, faccio molta fatica a gestirlo. Tant’è che molto raramente rispondo alle mie telefonate sul cellulare e i miei amici sanno che è meglio scrivermi. Vado sostanzialmente molto in agitazione se sono al telefono. Ragion per cui la gestione di un intero centralino è un fattore che devo attentamente considerare quando si tratta di cercarmi un lavoro (infatti anche quando ero disoccupata non ho MAI considerato l’ipotesi call-center). Ebbene, stamattina arrivo e scopro che al telefono rispondo solo io. Per un ufficio con 28 persone. Perché mentirmi al colloquio? Sono davvero amareggiata! Mi rendo perfettamente conto che visto da fuori possa sembrare un problema da nulla, e infatti ingoierò il rospo e non dirò nulla alle persone che mi chiederanno come è andata la giornata, però mi sento molto triste. Sempre di più penso che questo lavoro debba servirmi per trovare una casa dignitosa e per coprirmi le spalle mentre cerco di costruire qualcosa di mio che possa farmi sentire meglio. Mi sento in trappola tra queste quattro mura, con le solite scadenze che speravo di aver abbandonato.

Tutto ciò che vorrei è chiarezza e sincerità ma mi sembra che ormai sia impossibile da ricevere, sia in ambito personale che in ambito lavorativo.

Per il resto ho passato un weekend davvero da incubo. Venerdì sera sono andata a letto alle 8:30, decisamente alticcia. Avrei avuto disperatamente bisogno di compagnia ma non avevo nessuno a cui chiederla. Sabato sono andata dai soliti amici a giocare, ma è stato uno stare insieme “separati”, come se sostanzialmente ognuno pensasse agli affari suoi. Ieri l’ho passato ubriaca sul divano, per la gioia delle gatte che per lo meno hanno potuto beneficiare della mia presenza, seppure sonnecchiante.

Mi faccio schifo ogni giorno di più. Invece di migliorare, nonostante la terapia, mi sembra di regredire. Non so che fare.




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