Ho aperto un nuovo profilo
instagram per sentirmi libera di condividere i miei pensieri di questo periodo.
L’idea è nata dopo che domenica
ho postato una mia foto sul divano con Circe. Avevo gli occhi gonfi dal pianto.
Era proprio una brutta giornata. Non l’ho fatto con un intento particolare, non
ci ho nemmeno riflettuto più di tanto in realtà. La fotografia era accompagnata
dalla didascalia “La depressione è sentirsi come se avessi perso qualcosa, ma
che non hai idea di quando o dove l’hai perso l’ultima volta. Poi un giorno ti
rendi conto che quello che hai perso è te stesso”. Che riletto a mente lucida
non è nemmeno espresso in un italiano così perfetto, ma esprime alla perfezione
come mi sentivo. Ci ho aggiunto l’hashtag “#depressione” e mi sono resa conto
che, pur essendo una brutta foto senza pretese, ha ricevuto il numero più alto
di like da quando ho iniziato a postare. Non che io posti per avere like in
cambio, per lo più condivido foto delle gatte o dei giochi che faccio con gli
amici. Ma questa cosa mi ha fatto sentire meno sola. Pensandoci mi sono accorta
che spesso e volentieri trovo immagini o frasi che sento molto affini ma non le
condivido per il timore di ferire gli amici, in particolare R. Non voglio che
si senta responsabile di ciò che sto vivendo. Quindi ho scelto l’anonimato. Poi
magari mi stancherò, ma al momento mi sembra una buona soluzione. Sarà una cosa
“cringe”, da vecchi… ma mi piacciono aforismi e citazioni che esprimano il mio
stato d’animo. Spero solo di non sfociare nei “buongiornissimo caffè” =P
Oggi mi sento un po’ più serena
rispetto agli ultimi giorni. Ancora un po’ demoralizzata per essere
costantemente in balia degli eventi, ma determinata. Ho pensato che sia il momento
di occuparmi del cambiamento che voglio nella mia vita. Se davvero sono stanca
di lavorare negli studi professionali – e lo sono – e voglio fare l’assistente personale
devo prendere in mano la situazione ed acquisire le competenze che mi mancano.
Se c’è una cosa buona che ha portato questa pandemia è l’aumento dei corsi in
e-learning che è possibile trovare in rete, quindi devo rimboccarmi le maniche
e darmi da fare per diventare quello che voglio. Sarà facile? Sicuramente no,
perché mi proporrò in un mondo (relativamente) nuovo alla veneranda età di 42
anni (diamoci un anno di tempo!). Ma non avere famiglia, compagno, figli
probabilmente sarà a mio favore rispetto a quanto può offrire una ragazza nel
fiore degli anni che, però, avrà desiderio di costruirsi una famiglia.
Spero di riuscire a mantenere
questo mio ottimismo. Incrociate le dita per me.
Obiettivo: GUARIRE E FORGIARE UNA NUOVA D!
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